Lorenzino (1514-1547) aggiungi alla cartella

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Personaggio:
Lorenzo di Pierfrancesco di Lorenzo de' Medici, detto Lorenzino o Lorenzaccio

Estremi biografici:
Firenze, 1514 – Venezia, 1547

Luoghi:
Firenze; Roma, Napoli, Bologna, Venezia, Costantinopoli.

Notizie biografiche:
Appartenente al ramo cadetto della famiglia Medici, Lorenzo nato nel 1514 era nipote di Lorenzo detto il Popolano. Intelligente ma ribelle, Lorenzo condusse una vita violenta e libertina, tanto che fu soprannominato "Lorenzaccio", oltre che "Lorenzino" per la sua corporatura esile.
Rimasto orfano del padre Pierfrancesco (1525), fu allevato dalla madre Maria Soderini. Si trasferì quindi a Roma dove perseverò nel suo comportamento sfrenato e vandalico mettendo in forte imbarazzo papa Clemente VII de' Medici. Nel 1533 deturpò i rilievi dell'Arco di Costantino e mutilò alcune statua della basilica di San Paolo: lo sdegno generale e il rischio di una punizione esemplare spinsero Lorenzino a fuggire. Tornò così a Firenze e si pose al servizio del duca Alessandro de' Medici. Questi, nonostante i moniti di chi lo circondava, tenne il giovane parente presso di sé condividendo con lui svaghi, bagordi e confidenze. Il duca si fece accompagnare da Lorenzino anche a Napoli, quando vi andò per incontrare Carlo V.
Mutevole e ambiguo per carattere, Lorenzino col tempo maturò l'idea di assassinare lo stesso Alessandro. Nella notte dell'Epifania del 1537 attirò il duca pressa la sua abitazione, situata nella Casa Vecchia dei Medici, promettendogli un convegno amoroso con una donna. In realtà ad attendere Alessandro c'era solo Lorenzino che con un sicario, detto lo Scoroconcolo, uccisero il duca Medici.
Lorenzino dunque fuggì da Firenze riparando prima a Bologna e poi a Venezia, da dove incitò l'azione dei fuorusciti fiorentini. Cosimo I, figlio di Giovanni delle Bande Nere, appena fu eletto duca, emanò un edito con il quale dichiarava Lorenzino ribelle e ne ordinava l'esecuzione capitale. Lorenzino allora raggiunse i fuorusciti rimanendo con loro fino alla sconfitta di Montemurlo. A Lorenzino dunque non rimaneva altro che la fuga: andò infatti, esule e con falso nome, a Costantinopoli, poi a Parigi e infine si stabilì a Venezia. Qui i sicari di Cosimo lo rintracciarono e lo uccisero a pugnalate.
Lasciò una figlia illegittima chiamata Lorenzina.
Dotato di una formazione intellettuale raffinata, fu scrittore e poeta. Ancora giovane scrisse la commedia Aridosia (1536), incentrata sulla polemica contro gli ecclesiastici. Ad essa si aggiungono rime ed epistole. Il suo capolavoro fu l'Apologia (1539), l'orazione in cui Lorenzino spiega le motivazione del suo assassinio giustificato come atto politico con una dialettica serrata ispirata al pensiero di Niccolò Machiavelli.




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