Introduzione

La piante e i rilievi sono un documento molto importante poiché testimoniano le trasformazioni dell’edificio e dei suoi ambienti e aiutano ad orientarsi in esso nel tempo.

Le prime piante del palazzo sono conservate all’Archivio di Stato di Firenze e risalgono al 1650, quando l’edificio era ancora di proprietà dei Medici pochi anni prima della vendita ai Riccardi (1659). Ai primi del Novecento Giovanni Poggi, che svolgeva le ricerche d’archivio di supporto ai restauri diretti da Arturo Linaker (1911), si fece fare alcune copie delle piante del 1650, pervenute nel 1966 al Kunsthistorisches Institut. Tali piante sono dunque una testimonianza cruciale dell’assetto interno, prima delle trasformazioni volute dai nuovi proprietari, e hanno offerto un valido supporto alla corretta interpretazione degli inventari (Bulst 1970 e 1990).

Scarsi sono i rilievi del periodo riccardiano.

Invece, dopo la cessione dell’immobile al demanio (1814), le piante registrano in maniera puntuale le innumerevoli manomissioni e adattamenti dei locali interni, adibiti in buona parte ad uffici pubblici e suddivisi fra vari enti, in particolare fra la Provincia e la Prefettura.

Fra gli studi di architetti, spiccano per importanza le piante e i rilievi di Stegmann e Geymüller (1885-1890), che descrivono l’assetto della dimora medicea rinascimentale. I due studiosi sono i primi che associano l’analisi tecnica, svolta con estrema esattezza, alla ricerca storica supportata dall’indagine documentaria. Nel 1914 Hans Willich ha disegnato una nuova ricostruzione sulla base delle piante del 1650.

Infine sono un punto di riferimento imprescindibile, per le schede del sito, i rilievi fotogrammetrici e i rilievi metrici effettuati in vista della pubblicazione monografica sul palazzo del 1990 (Palazzo Medici Riccardi…1990) e le piante realizzate di recente presso la Provincia di Firenze, attualmente in uso.