Villa Il Trebbio (1427-1436) aggiungi alla cartella

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Opera:
Villa Il Trebbio

Autore, ambito:
Michelozzo di Bartolomeo (Firenze 1396-1472)

Committente, collezionista:
Giovanni di Bicci e Cosimo il Vecchio de' Medici

Epoca, data:
1427-1436

Ubicazione:
San Piero a Sieve (Firenze)

Descrizione, soggetto:
La villa medicea del Trebbio è situata in Mugello a pochi chilometri a ovest di San Piero a Sieve. L’edificio - oggi di proprietà privata - ha l’aspetto di una villa-castello, in cui caratteri spiccatamente medievali si associano a elementi di novità. A una torre a pianta quadrangolare si affianca un corpo di fabbrica basso e compatto. Le superfici sono intonacate. Torre e corpo sono coronati da beccatelli e da un ballatoio merlato coperto da una tettoia. L’insieme risulta unitario e uniforme, anche se la planimetria interna è irregolare.
L’edificio, che si trova su un’altura, si integra col terreno circostante grazie a una serie di terrapieni che mitigano lo scoscendimento e l’irregolarità dei piani. Un bassa recinzione divide il giardino a terrazzamenti disegnato dall’uomo, luogo di rifugio, studio ed evasione, dalla campagna. Il giardino è percorso da un pergolato ritmato da 24 colonne a mattoni con capitelli ionici e a foglie d’acqua variati fra loro.
Facevano parte della proprietà del Trebbio alcune case rurali (abbattute nell’Ottocento) e una chiesetta ad aula unica (ancora esistente), che reca all’interno un lapide con un’iscrizione che data la fondazione del sacello al 1364, ma che risulta essere pressoché coeva alla villa.
Circonda oggi la villa un bosco di cipressi.

Notizie storiche:
La villa del Trebbio fa parte del ricco complesso immobiliare e fondiario che i Medici svilupparono nel Quattrocento. Il castello del Trebbio è citato fra le proprietà medicee nella denuncia al catasto presentata da Giovanni di Bicci nel 1427, dove l’edificio viene descritto come un fortilizio medievale: “In Mugello Uno Luogho adatto a fortezza per mia abitazione con più maxerizie auso della casa” (cfr. Ferrara, Quinterio, 1984, p. 171). Giovanni probabilmente commissionò anche la costruzione o la ricostruzione della piccola chiesa intorno al 1426, anno in cui lo stesso Medici risulta depositare 200 fiorini da spendersi appunto per la cappella del Trebbio. La data 1364 iscritta sulla lapide all’interno del sacello potrebbe invece far riferimento a una prima fondazione.
Morto Giovanni nel 1428, la villa passò ad entrambi i figli Cosimo e Lorenzo. Cosimo il Vecchio con la famiglia si rifugiò al Trebbio nel 1430, quando a Firenze dilagava la peste, e nel 1433, per difendersi dall’accesa ostilità politica dei suoi concittadini. E’ stato quindi spesso ipotizzato che Cosimo affidasse a Michelozzo la ristrutturazione del fortilizio in tale giro di anni, prima di essere condannato all’esilio nel 1433 o subito dopo il suo ritorno a Firenze, l’anno dopo.
Il Trebbio si prestava ad essere un ottimo rifugio per i proprietari, visto che aveva una posizione strategica, dominante sulla valle del Sieve a guardia della principale via di comunicazione. Infatti la denominazione “Trebbio” deriva da trivium, ovvero incrocio di tre strade. I terreni appartenenti al Trebbio confinavano con quelli di Cafaggiolo posto più a valle.
Michelozzo inglobò la preesistente torre medievale in una struttura compatta e solida, dotata un tempo di fossato e ponte levatoio. Pur mantenendo l’aspetto difensivo, l’architetto seppe conciliare la propria opera con l’ambientazione circostante. In questo senso fu un inserto molto innovativo il giardino “murato” a due terrazzamenti sul fianco destro, con un pergolato al livello superiore. Altra originalità è la cappella in forma di piccolo oratorio situato all’esterno della villa e compresa nel giardino. La lunetta di Giusto Utens testimonia la presenza di un pergolato anche nel terrazzamento inferiore, che era organizzato a orto e offriva a Cosimo la possibilità di dilettarsi in innesti e potature ( si veda qui la sezione Immagini).
In occasione della divisione dei beni avventa nel 1451, il Trebbio divenne di proprietà di Pierfrancesco di Lorenzo (del resto secondo le disposizioni di Giovanni di Bicci). Intorno a tale data si colloca una lunetta di Luca della Robbia in terracotta invetriata raffigurante la Madonna col Bambino tra due angeli, che fu posta nell’oratorio (ora nel Museo Bode di Berlino).
Al Trebbio soggiornarono a lungo i figli di Pierfrancesco, in particolare Lorenzo che negli anni difficili del governo repubblicano ritenne più prudente trasferirsi fuori città. In quel periodo, nel 1495 Lorenzo minor commissionò a Sandro Botticelli le decorazioni di alcune stanze della villa del Trebbio, andate perdute. Inoltre entro il 1499 lo stesso Botticelli con la sua bottega dipinse la pala per la cappella del Trebbio raffigurante la Madonna col Bambino fra i santi Domenico, Cosma, Damiano, Francesco, Lorenzo e Giovanni Battista (ora Firenze, Galleria dell’Accademia).
Al Trebbio crebbe il piccolo Cosimo figlio di Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati (e nipote di Giovanni di Pierfrancesco). Nel 1537 Cosimo appena diciassettenne partì dalla villa del Mugello per entrare a Firenze, dove assunse la corona ducale col nome di Cosimo I al posto di Alessandro de’ Medici appena assassinato.
Così per via ereditaria la villa pervenne a granduchi Medici. Ferdinando I ne ampliò i possedimenti. Nel 1644 fu venduta da Ferdinando II a Giuliano Serragli, che nel 1648 la lasciò ai padri filippini, dai quali passò alla famiglia Scarretti attuale proprietaria.
Nell’Ottocento sono state abbattute le case rurali e lo spazio vuoto al centro è stato coperto da un bosco di cipressi. Nel Novecento è stato impiantato nel prato davanti alla villa un giardino all’italiana di bosso e rose.



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