'San Gerolamo in penitenza', di Filippo Lippi aggiungi alla cartella

informazioni generali - apparati e documentazione

Opera:
San Gerolamo in penitenza - dipinto

Autore, ambito:
Filippo Lippi (1406 circa – 1469)

Committente, collezionista:
Piero il Gottoso, de' Medici (1416-1469)

Epoca, data:
1435-1437 (?).

Ubicazione:
Altenburg, Staatliche Lindenau Museum

Dati Tecnici:
tavola, cm 54x37 (superficie dipinta: cm 46,8x30)

Iscrizioni:
A tergo, monogramma impresso a fuoco, composto dalle lettere “C” e “D” incrociate.

Provenienza:
Firenze, "casa vecchia" dei Medici (?); Palazzo Medici (1492); Collezioni di Cosimo I de' Medici, Guardaroba di Palazzo Vecchio. Acquistato da Bernhard von Lindenau, nel 1848; lascito del 1854 allo Staatliches Lindenau Museum, Altenburg.

Descrizione, soggetto:
Il piccolo dipinto presenta la superficie dipinta molto consunta e con estesi ritocchi.
E’ una delle prime rappresentazioni di San Gerolamo penitente ed eremita: infatti il santo veniva di solito rappresentato nella sua veste cardinalizia all’interno di uno studiolo, intento a scrivere ea leggere libri e codici (si veda la scheda <San Gerolamo nello studio, di Jan van Eyck (?)>).
Il dipinto, rifacendosi in maniera puntuale alle fonti agiografiche,presenta in primo piano un giovane monaco che, su ordine di San Gerolamo, si avvicina al leone per togliergli la spina. Dietro al leone si intravede la testa di una leonessa, fra le rocce: secondo i Padri della Chiesa, se il leone è allegoria di Gesù Cristo, la leonessa allude a Maria, “Madre del leone”.
San Gerolamo, poco più in alto sulla destra, è inginocchiato davanti a una tettoia in legno sotto la quale si intravede il cappello cardinalizio. L’eremita, seminudo, è rivolto verso un teschio e tiene in mano una croce e una pietra, con cui si colpisce il petto in segno di penitenza. Lo circondano rocce a gradoni, sovrapposte le une alle altre a formare un anfratto, che isola la scena in primo piano dal paesaggio circostante e dallo sfondo. Sulla sinistra, in lontananza, si intravede una chiesa:l’edificio forse fa riferimento al monastero entro cui - secondo le fonti - avvenne l’episodio leggendario.
Il dipinto del Lippi è un precoce esempio di una iconografia poi molto diffusa nell’arte fiorentina.
Notizie storiche : [commissione e vicende]
Il dipinto di Filippo Lippi, ricordato dal Vasari (1568), è menzionato in una lettera del 1439 indirizzata dal pittore a Piero di Cosimo de’ Medici, chiedendone il pagamento. Dunque Piero il Gottoso potrebbe essere stato il committente dell’opera (Ruda 1993).
Il San Gerolamo penitente di Altenburgè inoltre identificabile con una piccola tavola di analogo soggetto registrata in Palazzo Medici dall’inventario dei beni di Lorenzo il Magnifico nel 1492 (si veda. <Archivio/Documenti>). Secondo il documento la tavoletta si trovava nell’anticamera della camera di Lorenzo al primo piano. Nella descrizione l’inventario identifica erroneamente il giovane monaco con San Frencesco (vedi sopra < Descrizione, Soggetto >)
E’ inoltre presente nella Guardaroba di Cosimo I de’ Medici nel Cinquecento.
L’opera è attribuita al Lippi dal 1897 e unanimamente dagli anni Trenta del Novecento.
E’ ignoto il significato nel monogramma “CD” a tergo.



informazioni generali - apparati e documentazione

Immagini

Non ci sono immagini per la scheda corrente