Pio II Piccolomini (1405-1464) aggiungi alla cartella

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Personaggio:
Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini

Estremi biografici:
Corsignano (odierna Pienza / Siena), 18 ottobre 1405 – Ancona, 15 agosto 1464

Attività:
diplomatico; umanista; pontefice (1458-1464)

Luoghi:
Pienza; Siena; Firenze, Bologna, Ferrara, Pavia, Padova, Milano; Basilea; Vienna; Roma; Mantova

Notizie biografiche:
Nato nel borgo di Corsignano nel 1405, Enea Silvio apparteneva a una nobile famiglia senese decaduta. Fece i suoi primi studi a Siena, dove ascoltò con interesse le appassionate prediche di San Bernardino. Si innamorò di Angela Acherisi a cui dedicò un libro di poesie latine, Cynthia.
Nel 1429 entrò nello Studio di Firenze, dove frequentò le lezioni di Francesco Filelfo. Passò quindi alle altre più importanti università italiane, trasferendosi a Bologna, Ferrara, Pavia, Padova, Milano.
Dal 1431 intraprese la propria carriera di segretario di importanti autorità ecclesiastiche, impegnandosi in innumerevoli viaggi e missioni diplomatiche. Fu fra l'altro al seguito dei cardinali Domenico Capranica e Niccolò Albergati. Si recò più volte al concilio di Basilea, indetto da Martino V nel 1431. Nel 1436 vi fece le sue prime prove oratorie. Sostenne la corrente conciliarista che portò all'elezione Amedeo VIII di Savoia come antipapa Felice V, che già aveva conosciuto nel suo eremo a Ripaglia su lago di Ginevra. Dall'esperienza del concilio trasse gli scritti De gestis Basileensis concilii e Libellus dialogorum de generalis concilii auctoritate.
Nel 1442 andò presso Federico III, re di Germania, ed entrò nella sua cancelleria. Rimase a Vienna fino al 1445, scrivendo alcune opere latine, di ispirazione amorosa e intrise di malinconia: il romanzo epistolare l' Historia de duobus amantibus (1444), la commedia Chrysis, il trattato De miseriis curialium, nel quale lamenta le umiliazioni a cui si devono sottoporre i cortigiani.
Nel 1445 fu inviato in ambasciata presso papa Eugenio IV: da allora Enea Silvio fu responsabile del rapporto diplomatico fra la corte viennese e quella pontificia. Intanto, spinto dalla ferma opposizione al concilio avanzata da Eugenio IV, anche il Piccolomini cominciò a prenderne le distanze. Nel 1446 prese gli ordini.
La prestigiosa posizione di Enea Silvio si rafforzò quando nel 1447 salì al soglio pontificio l'amico Tommaso Parentucelli col nome di Niccolò V. Infatti il nuovo papa lo nominò subito vescovo di Trieste e poi nel 1450 vescovo di Siena. Grazie all'intensa attività diplomatica del Piccolomini, nel 1452 Niccolò V incoronò imperatore Federico III.
Nel 1456 Enea Silvio fu nominato cardinale da papa Callisto III. Intanto continuava ad alternare i viaggi e le missioni politiche con gli studi e gli scritti, facendo emergere le doti di fine umanista e abile diplomatico. Nel 1457-1458 scrisse la Germania e iniziò la Cosmographia, in cui riunì materiali storico-geografici.
Finalmente il 19 agosto 1458 il conclave nominò pontefice Enea Silvio. Il Piccolomini scelse il nome Pio in quanto appellativo attribuito da Virgilio all'eroe Enea, suo omonimo.
L'anno seguente Pio II avviò una vasta ristrutturazione del borgo natìo di Corsignano, affidandone il progetto e la direzione a Bernardo Rossellino. Di concerto, committente e architetto trasformarono il centro medievale secondo schemi urbanistici rinascimentali, ancora ben percepibili. Dopo tre anni di intensi lavori il borgo venne elevato al rango di città e assunse il nome di Pienza, in onore del pontefice.
Acceso nepotista, Pio II favorì parenti e amici con cariche e privilegi. Nel 1461 canonizzò Caterina da Siena, sua compatriota.
Interessato da tempo a sventare l'avanzata turca, appena eletto Pio II dedicò subito grandi energie ad organizzare una crociata per sconfiggere l'esercito ottomano. A tale scopo invitò i principi e i sovrani cristiani a partecipare a un congresso che si tenne fra il giugno del 1459 e il gennaio del 1460 a Mantova. Il 14 gennaio scrisse la bolla Ecclesiam Christi, con cui dichiarava guerra ai turchi, e il 18 gennaio la bolla Execrabilis, con cui stabiliva definitivamente la superiorità del pontefice sul concilio. Con l'aiuto di Giovanni Bessarione ed altri dotti collaboratori, Pio II sostenne le motivazioni della crociata promuovendo una intensa propaganda. Trovò finanziamenti dagli introiti della Chiesa derivati dalle allumiere della Tolfa, da poco scoperte. Ma nonostante tanti sforzi, il convegno mantovano non portò ad alcuna spedizione, anche perché città come Venezia e Firenze si mostrarono del tutto restie a impegnarsi in una guerra contro i turchi, con cui fra l'altro avevano proficui rapporti economici. Così Pio II scrisse una Epistola ad Mahometem, in cui il papa invitava il sovrano turco a battezzarsi e a divenire un 'novello Costantino', per poter ereditare a pieno titolo un impero di cui invece non erano degni i principi cristiani.
Ormai vecchio e malato, Pio II tentò con un gesto forte di costringere moralmente i principi cristiani a impegnarsi nella tanto agognata spedizione: infatti nell'ottobre del 1463 il papa proclamò personalmente la crociata e nel giugno seguente partì per Ancona, dove dovevano riunirsi le flotte. Ma si presentarono solo poche navi venete. Pio II, mentre vedeva così crollare il proprio sogno, si ammalò di peste e morì 14 agosto 1464.
Lasciava come fondamentale testimonianza della propria vita i Commentarii, la dettagliata autobiografia in 12 volumi scritta fra il 1462 e il 1463.



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