Niccolò Fiorentino, Medaglia di Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici aggiungi alla cartella

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Opera:
medaglia di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, detto il Popolano: Ritratto di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici (recto); Serpente con la coda chiusa ad anello (verso)

Autore, ambito:
maniera di Niccolò di Forzore Spinelli, detto Niccolò Fiorentino (Firenze, 1430-1514)

Committente, collezionista:
Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici

Epoca, data:
intorno al 1485

Ubicazione:
Firenze, Museo Nazionale del Bargello, inv. Medaglie n. 6042

Dati Tecnici:
medaglia in bronzo; diametro mm 38,6, spessore mm 2-6,5, peso g 38

Iscrizioni:
sul recto “laurentius de medicis iii”

Provenienza:
ignota (la "casa vecchia"?)

Descrizione, soggetto:
Sul recto della medaglia Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici è ritratto di profilo rivolto verso destra. Ha la testa nuda con i capelli lunghi. Le sue fattezze sono di età giovanile. Si tratta di uno dei tre ritratti certi del Medici. Di questi, il più antico è dato da una medaglia al Louvre a Parigi (Bibliografia: Hill 1930), mentre il più tardo è rappresentato dal dipinto raffigurante la Adorazione dei Magi compiuto da Filippino Lippi nel 1496 per San Donato in Scopeto (Firenze, Uffizi) [LINK FOTO]. Secondo Nicoletta Baldini (Bibliografia: Baldini 2000), il confronto con tali riferimenti iconografici porterebbe a collocare la medaglia del Bargello intorno al 1485, anticipando di circa un decennio la datazione al 1495-1496 proposta solitamente (Fortuna)
Nel verso compare un serpente che si chiude ad anello con la coda. Di solito, in questo emblema è stato riconosciuto lo Ouroboros, cioè il simbolo di eternità e perfezione, tema formulato nell’ambito culturale intorno a Lorenzo il Magnifico (Bibliografia: Wind 1958). Secondo una recente proposta (G. Schlußer, comunicazione al convegno Topoi, a Firenze, Kunsthistorisches Institut, 9 maggio 2000), invece, l’immagine del verso alluderebbe all’aspide sorda “che si tura le orecchie / per non udire la voce dell’incantatore” ricordata nei salmi della Bibbia (Ps. LVIII, 4-5). La serpe farebbe così riferimento alla posizione distaccata assunta intorno al 1495 da Lorenzo di Pierfrancesco nei confronti di fra’ Girolamo Savonarola, considerato come “il mago che incanta abilmente” (Ps. LVIII, 6). Pur accogliendo l’identificazione dell’immagine con quella dei versetti biblici, Nicoletta Baldini l’ha, invece, messa in relazione con una epistola senza data inviata da Marsilio Ficino al Popolano (Bibliografia: Baldini 2000): in essa il filosofo esorta il figlio di Pierfrancesco a non dare credito alle voci dei malevoli, che potevano incrinare il suo rapporto con il Magnifico suo biscugino. L’occasione che aveva dettato l’affettuoso e saggio consiglio del Ficino, poteva essere la controversia legale che nel 1485 vide fronteggiarsi i due Medici (Schede correlate: Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici).

Fortuna e critica:
In genere l’opera è stata riferita alla maniera di Niccolò Spinelli. Nonostante l’aspetto giovanile del ritrattato la medaglia è stata datata intorno al 1495-1496, forse ripresa da un dipinto più antico (Bibliografia: Pollard 1984-1985; Langedijk 1981-1987).
Nicoletta Baldini (2000) ha invece anticipato la datazione di circa un decennio (vedi Descrizione, soggetto).



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