Mino da Fiesole, Busto di Giovanni de' Medici (1455 circa) aggiungi alla cartella

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Opera:
scultura raffigurante il Busto di Giovanni de’ Medici

Autore, ambito:
Mino da Fiesole (Papiano o Montemignaio, 1429 – Firenze, 1484)

Committente, collezionista:
Giovanni de' Medici (Firenze 1421-1463)

Epoca, data:
1455 circa

Ubicazione:
Firenze, Museo Nazionale del Bargello, inv. Sculture n. 117

Dati Tecnici:
marmo, h. cm 52,5

Provenienza:
Firenze, Palazzo Medici, primo piano, camera dopo la sala grande in facciata, sopra la porta dell'anticamera (almeno dal 1492); Firenze, Galleria degli Uffizi (1704-1825); Firenze, Museo Nazionale del Bargello (fine XIX secolo)

Descrizione, soggetto:
La scultura ritrae Giovanni de’ Medici, secondogenito di Cosimo il Vecchio e fratello di Piero il Gottoso. L’opera richiama per impostazione, stile, tecnica e proporzioni il Busto di Piero de’ Medici detto il Gottoso (cfr. Schede Correlate). Diversamente per da quest’ultimo, non reca alcuna iscrizione né imprese medicee che ne attestino l’attribuzione e l’identificazione tradizionali.
Il busto è tagliato subito sotto le ascelle. Al prezioso abito idealizzato, all’antica, corrisponde la nettezza dei tratti nel volto puntualmente descritti e individuati che conferiscono un forte accento di contemporaneità all’opera. Il personaggio ha lo sguardo intenso, la mente contratta, la bocca fine e serrata, la mascella forte e un naso pronunciato, che pare proprio un tratto somatico di famiglia.

Notizie storiche:
Il busto viene solitamente identificato con quello citato nell’inventario stilato alla morte del Magnifico nel 1492, situato in Palazzo Medici su una porta della camera dell’appartamento al primo piano affacciato su via de’ Gori. Quando fu compilato il suddetto inventario, tali stanze, allora appartenenti a Giovanni (poi papa Leone X), ospitavano Giuliano, fratello minore del Magnifico. E’ molto probabile che in origine l’appartamento fosse stato assegnato proprio a Giovanni. Come per il Busto di Piero de’ Medici anche quello di Giovanni si vedeva entrando nella stanza dallo scalone principale, come a caratterizzar subito la proprietà della camera e delle stanze attigue.
E’ facile pensare che le due sculture siano state realizzate nello steso giro di anni, destinate subito ad andare a far parte degli arredi del nuovo Palazzo mediceo in corso di completamento. Dunque la datzione del ritratto di Giovanni non dovrebbe discostarsi da quella del ritratto di Piero, databile con certezza nel 1453-1454. Il termine post quem per la datazione del Busto di Giovanni è dato da una lettera del 12 agosto 1456, scritta dal Medici a Francesco Sforza, invitandolo a farsi fare un busto da Mino da Fiesole, “quel maestro scultore il quale ritrasse Piero et me et poi il signore di Faenza […], et hora torna da Napoli, et ha facte il Re in forma che pare vivo “ (cfr. Caglioti 1991, pp. 44-45).
Come sostiene Francesco Caglioti (1991, 1992), Mino potrebbe avere eseguito la sua opera a Roma, dove nel 1455 soggiornarono sia l’artista che il Medici, quest’ultimo in qualità di ambasciatore per omaggiare il nuovo papa Callisto III. L’opera, ispirata all’iconografia della ritrattistica di età imperiale, sarebbe così nata nel clima di forte suggestione culturale alimentata dai reperti dell’antica Roma.

Fortuna e critica:
Diversamente dal Busto di Piero de’ Medici, la cui identificazione è accertata dalla iscrizione, il busto di Giovanni non è stato considerato sin dall’inizio tale e dunque non ha dato origine a una tradizione iconografica. Infatti i ritratti cinquecenteschi del secondogenito di Cosimo il Vecchio hanno tratto ispirazione piuttosto dal volto del mago giovane rappresentato nell’Adorazione dei Magi di Botticelli (Galleria degli Uffizi), le cui fattezze sono però piuttosto vaghe nonostante l’identificazione avanzata da Vasari nelle Vite (ed. Bettarini-Barocchi, III, p. 515).
Nel Settecento entrata nella Galleria degli Uffizi l’opera fu registrata fra le antichità ed era ritenuta rappresentare un soldato romano.
Appena entrato nell’Ottocento nel Bargello, è stato identificato con il busto di Giovanni de’ Medici citato nell’inventario del 1492 ed è stato quindi riferito a Mino da Fiesole.



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