Nigetti, Matteo (1560-1649) aggiungi alla cartella

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Personaggio:
Matteo Nigetti

Estremi biografici:
Firenze, 1560 circa - 1649

Attivitą:
architetto, scultore

Luoghi:
Firenze

Notizie biografiche:
Matteo Nigetti fu allievo e collaboratore di Bernardo Buontalenti, con cui lavorò alla realizzazione del Palazzo Nonfinito, rimasto incompiuto (1593). E' uno dei più importanti architetti barocchi a Firenze. Grazie al Buontalenti si introdusse nella corte granducale, nel cui ambito sviluppò la propria carriera. Per i Medici realizzò il proprio capolavoro: la Cappella dei Principi in San Lorenzo, impresa avviata da Ferdinando I, terzo granduca di Toscana. Nel mettere a punto il progetto, il Nigetti si avvalse della collaborazione di don Giovanni, fratello del granduca, e di Alessandro Pieroni. L'architetto si dedicò all'immane impresa per più di quarant'anni dal 1604 fino alla morte nel 1649. Al disegno del Nigetti si deve l'alzato della struttura sormontata da cupola e tamburo. In qualità di sovrintendente e coordinatore generale dell'opera, il Nigetti diresse il lavoro di scultori, pittori, capomastri e mosaicisti, che facendo capo all'Opificio delle Pietre Dure realizzarono il rivestimento interno di pietre dure intagliate e intarsiate.
Sulla base di una iniziale idea del Buontalenti, il Nigetti progettò ed edificò la chiesa dei Santi Michele e Gaetano per i teatini, dirigendo i lavori dal 1604 al 1630. Altre opere sono l'oratorio di San Francesco dei Vanchetoni (1602-1620), l'oratorio dei Santi Jacopo e Filippo (1626), il portico antistante alla chiesa di San Domenico a Fiesole (1635), la facciata della chiesa di Ognissanti (1637), la cappella Colloredo nella Santissima Annunziata (1643-1652).
Il Nigetti connotò le proprie opere di uno stile sobrio e semplificato improntandole ai principi di funzionalità e decoro, in sintonia con le istanze della controriforma. L'artista dunque prese le distanze dalla tendenza al capriccio e all'artificio propria del manierismo e piuttosto si rifece alla tradizione architettonica locale rinascimentale.
Suo collaboratore fu il fratello Giovanni.




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