Le sculture antiche 
- Collezione:
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Le sculture antiche di Cosimo, Piero e Lorenzo
- Committente, collezionista:
- Cosimo il Vecchio (1389-1464); Piero il Gottoso (1416-1469); Giovanni di Cosimo (1421-1463); Lorenzo il Magnifico (1449-1492).
- Epoca, data:
- 1450-1492 circa
- Ubicazione:
- Firenze, Palazzo Medici in via Larga (oggi via Cavour) e 'giardino delle sculture' in piazza San Marco
- Notizie storiche:
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I Medici furono fra i più appassionati collezionisti di antichità nella Firenze della seconda metà del Quattrocento. Già Cosimo il Vecchio riunì una importante raccolta di epigrafi, vasi in pietra dura, bronzi e marmi (si veda: Il ‘Marsia’ di Cosimo). Inoltre, iniziò la collezione di gemme, che in un inventario del 1456 risultano essere una ventina, fra cammei e intagli.
I figli di Cosimo seguirono l’interesse per il collezionismo di antichità già dimostrata dal padre. Negli anni Cinquanta, Giovanni acquistava statue antiche a Roma, soprattutto tramite il banchiere Bartolomeo Serragli, ma anche avvalendosi della collaborazione di Bernardo Rossellino.
Piero predilige piuttosto oggetti di dimensioni ridotte, raffinati e rari, come le gemme.
Lorenzo il Magnifico manifestò una passione insaziabile per le antichità. Nel 1471, ancor giovane, ventiduenne, Lorenzo, che era a Roma in veste di ambasciatore per rendere omaggio a Sisto IV appena salito al soglio pontificio,visitò le vestigia antiche insieme a Bernardo Rucellai e Donato Acciaioli, guidato da Leon Battista Alberti. Da quel viaggio, riportò a Firenze, due teste in marmo di Augusto e Agrippa insieme a diverse medaglie e gemme (fra cui la Tazza Farnese e il Diomede col Palladio) provenienti dalla raccolta di Pio II. Nello stesso anno Lorenzo inviò a Diomede Carafa a Napoli, una Testa di cavallo rimasta da un’opera incompiuta di Donatello e riadattata per l’occasione come protome bronzea antica.
Nel 1473 Antonio Ivani e Donato Acciaioli donavano a Lorenzo alcune antichità reperite a Luni, fra cui un bronzetto raffigurante Ercole.
Nel 1483 Lorenzo visitò a Mantova lo studio di Andrea Mantegna, dove ammirò i reperti archeologici collezionati dall’artista padano.
Dal 1484 Lorenzo dimostrò un impegno più costante e sistematico a reperire pezzi antichi che andassero ad arricchire la propria collezione. Proprio in tale anno tentò di acquisire la ricca collezione di gemme lasciata dal cardinale Francesco Gonzaga, morto nel 1483. Giovanni Ciampolini, mercante e collezionista, divenne un importante referente a Roma per il Magnifico, per quello che concerneva le antichità, mentre Luigi Lotti intesseva i rapporti fra il Medici e suoi referenti romani.
A parte alcune eccezioni, però, in generale Lorenzo il Magnifico cercava di acquisire opere antiche tramite i doni che gli venivano offerti, spesso da parte di personaggi illustri o da suoi stretti collaboratori.
Nel 1488 Giuliano da Sangallo portava da Napoli alcune sculture - una Venere, un Cupido e un Busto di Adriano - donate a Lorenzo da Ferdinando d’ Aragona. Dalla città partenopea pervennero al Magnifico anche un busto di Faustina e uno di Scipione l’Africano, esportati illecitamente da Niccolò Valori, oltre a gemme e medaglie mandate in dono dal poeta Francesco Galeota nel 1491. Il 20 giugno di tale anno, Agnolo Poliziano mandava da Venezia, vasi greci donati da Zaccaria Barbaro.
In certi casi, alcuni dei pezzi acquisiti furono sospettati di essere dei falsi. E’ questo il caso della corniola con il Carro di Fetonte, sopra citata, e di una Testa di Platone, che si diceva proveniente dalle rovine dell’Accademia sull’acropoli di Atene.
Una volta acquisiti, Lorenzo affidava i pezzi antichi - o presunti tali - ad artisti di fiducia, che li restauravano apportando, in certi casi, anche rilevanti integrazioni. Andrea Verrocchio restaurò un marmo antico, reinterpretandolo come Marsia da porre a pendant con quello di Cosimo nel giardino di Palazzo Medici. Ancora il Verrocchio restaurò otto busti antichi, che furono collocati sopra le porte del cortile nel palazzo in via Larga entro nicchie circolari con cornici in gesso ,raffiguranti l’impresa medicea dell’anello con punta diamantata e ali, realizzate o quantomeno disegnate da Donatello. Altri rilievi antichi, fra cui un Kairos, erano allestiti nella loggia del Giardino. Nei tondi del fregio del cortile vi sono varie raffigurazioni tratte da opere antiche: un sarcofago, allora all’esterno del Battistero, e preziose gemme, di cui alcune appartenenti ai Medici e custodite nello studiolo al primo piano del palazzo, insieme a medaglie e vasi in pietra dura. Il Magnifico mostrava i tesori dello studiolo a ospiti e ad artisti, fra cui Michelangelo (Condivi 1553, ed. 1964, p. 28).
Oltre che in Palazzo Medici, Lorenzo collocò le proprie antichità anche nel ‘giardino delle sculture' in piazza San Marco. Probabilmente qui c’erano pezzi di minor pregio, che necessitavano di un restauro. La collezione era affidata alle cure di un altro scultore esperto nel restauro, Bertoldo di Giovanni.
informazioni generali - apparati e documentazione
