La compagnia dei Magi detta della Stella (XV secolo) aggiungi alla cartella

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Luogo:
La compagnia dei Magi

Epoca, data:
XV secolo

:
già Firenze, via Larga, convento di San Marco

Descrizione e notizie:
Presso il convento di San Marco ristrutturato e ampliato da Michelozzo a partire dal 1436, Cosimo il Vecchio fece trasferire le sedi di tre confraternite laicali, alle quali la famiglia Medici rimase legata per tutto il Quattrocento: la compagnia dei Tessitori dell'Arte della Seta o di Porta Rossa, quella della Purificazione di Maria Vergine e San Zanobi, detta anche dei Fanciulli di San Marco, e infine quella dedicata ai Santi Re Magi detta della Stella. I tre oratori si trovavano a nord della chiesa su via Larga. La compagnia dei Magi aveva come compito principale quello di organizzare la festa dei Magi allestita nel giorno dell'Epifania per le strade della città ogni tre anni (dal 1447, ogni cinque). Fu probabilmente fondata già alla fine del Trecento, ma la prima notizia documentata risale al 1417, quando la Signoria decreta il finanziamento alla compagnia, che già si adunava nella chiesa di San Marco. Nel complesso michelozziano, la compagnia si riuniva prima nella sagrestia poi nella sala capitolare affacciata sul chiostro di Sant'Antonino.
Lo stemma era 'cappato' di nero e bianco con una stella d'oro a sei punte nella parte centrale superiore, che richiamava la stella cometa che guidò il viaggio dei tre Re verso Betlemme. Nel 1467 il sodalizio, che era stato sino ad allora 'di stendardo' senza particolari impegni devozionali, diventò 'di disciplina' assumendo un carattere più rigoroso . Forse a causa di tale cambiamento, nel 1468 la confraternita, prima era retta da tre Capitani, passò alla guida di un Padre Governatore con la collaborazione di alcuni Consiglieri.
Una volta stabilita nel convento di San Marco, la compagnia dei Magi divenne una delle più importanti della città grazie alla protezione dei Medici e al numero rilevante di iscritti, che erano centinaia. I Medici del resto dimostravano una particolare predilezione per le figure dei Magi, scelti come soggetto di vari dipinti che andarono ad ornare i loro ambienti privati: si ricorda in particolare la cella di Cosimo il Vecchio in San Marco affrescata dall'Angelico con l'Adorazione dei Magi, oppure la cappella di Palazzo Medici affrescata da Benozzo Gozzoli con Il viaggio dei Magi, memore forse dei cortei che accompagnavano la festa dell'Epifania organizzata dalla confraternita. Naturalmente anche il dipinto destinato all'altare dell'oratorio, commissionato nel 1470 a Cosimo e Bernardo di Stefano Rosselli, rappresenta l'Adorazione dei Magi (Firenze, Uffizi).
Oltre agli uomini di casa Medici erano iscritti alla compagnia anche molti personaggi influenti a loro prossimi: in pratica la confraternita finiva per identificarsi con la consorteria medicea. Fra i confratelli più illustri c'erano Donato Acciaiuoli, Gentile Becchi, Cristoforo Landino, Alamanno Rinuccini, Giorgio Antonio Vespucci, Luigi Pulci.
La compagnia nominava alcuni 'festaiuoli' con il compito di allestire la festa dei Magi. Questa prevedeva il costituirsi di tre cortei separati che si incontravano in un primo tempo davanti al Battistero e poi in piazza della Signoria. Insieme proseguivano quindi fino in piazza San Marco dove adoravano Gesù Bambino. Per l'occasione Firenze si addobbava a festa e il corteo, che si dispiegava anche su via Larga, era l'occasione per dare sfoggio a costumi, musica, drappi stendardi, che esaltassero la magnificenza della famiglia Medici e degli altri iscritti alla confraternita. L'intento era spiccatamente mondano e autocelebrativo, più che religioso.
La compagnia dei Magi fu soppressa nel 1494 dopo la cacciata dei Medici da Firenze. L'ultima rappresentazione venne allestita da fra' Girolamo Savonarola in una versione molto ridimensionata, contenuta e austera, in cui il ruolo dei tre re era rivestito dallo stesso frate insieme ad altri due domenicani.




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