Il 'Marsia' di Lorenzo 
- Opera:
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Marsia, detto ‘Marsia rosso’ - scultura
- Autore, ambito:
- Arte romana
- Committente, collezionista:
- Lorenzo il Magnifico (1449-1492)
- Ubicazione:
- ignota
- Provenienza:
- Firenze, Palazzo Medici, giardino (ante 1464); Palazzo Vecchio, forse Cortile della Dogana (1495-1512); Palazzo Medici, giardino; Casino di San Marco (1621).
- Descrizione, soggetto:
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Lorenzo il Magnifico acquistò un torso, che affidò per il restauro ad Andrea Verrocchio. Questi gli aggiunse “le gambe, le cosce e le braccia” (Vasari 1568) interpretandolo come un Marsia al supplizio, ma secondo una iconografia inedita: infatti il sileno appariva seduto a terra con un braccia legate all’albero separatamente, una dietro la schiena e l’altra levata in alto, come si può evincere da varie fonti visive. Lorenzo fece poi collocare il marmo in Palazzo Medici nel giardino da un lato della porta su via Ginori, a pendant del Marsia già di suo nonno Cosimo (ora agli Uffizi), che raffigurato con le braccia in alto e appeso per i polsi a un albero.
L’ iconografia del marmo restaurato dal Verrocchio non trova confronti nella tradizione figurativa del tema di Marsia al supplizio, documentata dall’archeologia. Questo fatto insieme alle testimonianze scritte che ricordano il colore rosso-violaceo della materia, piuttosto ammaccata, ha portato a concludere che in realtà il torso di Lorenzo appartenesse in origine a una scultura in marmo colorato di diverso soggetto, forse a un centauro sul genere dei Centauri Furietti in bigio morato, ora nel Museo Capitolino a Roma (Caglioti 1994 e 2000, p. 250).
I due Marsia, insieme alle altre opere d’arte antiche e moderne (come la Giuditta e il David di Donatello), esposte fra cortile, giardino e “camera grande terrena”, venivano così a formare un insieme reso omogeneo da una tematica comune con forti valenze politiche (Caglioti 2000).
Dopo la cacciata dei Medici, il 9 ottobre del 1495 i due Marsia furono confiscati dalla Repubblica fiorentina insieme ad altri pezzi d’eccezione della raccolta, cioè il David e la Giuditta di Donatello, le Fatiche di Ercole dei Pollaiolo. Furono così portati in Palazzo Vecchio.
Rientrato nella residenza in via Larga con la restituzione dei beni ai Medici tornati a Firenze, i due Marsia sono tornati nel giardino di Palazzo Medicinella posizione originaria, dove li videro Johannes Fichard (1536) e Giorgio Vasari (1568) (vedi Archivio / Antologia). La collocazione dei due Marsia è inoltre documentata da una scena inserita in un disegno, appartenente a Codice Resta e attribuito a Zanobi Lastricati, che riproduce un primo progetto del catafalco da realizzare in occasione delle esequie per Michelangelo in Santa Croce a Firenze (1564; Milano, Biblioteca Ambrosina, Codex Resta, n. 67/2 p. 65; cfr. Danielson 1990).
Nel 1621 il cardinale Carlo de’ Medici fece trasferire le due statue presso il Casino di San Marco. Nel 1671 il Marsia di Cosimo entrò nella Galleria degli Uffizi (dove si trova tuttora), mentre non conosce la successiva destinazione del Marsia di Lorenzo, andato così disperso.
informazioni generali - apparati e documentazione
