Rustici, Giovan Francesco (1474-1554) aggiungi alla cartella

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Personaggio:
Giovan Francesco Rustici

Estremi biografici:
Firenze, 1474 – Tours, 1554

Attività:
scultore

Luoghi:
Firenze; Francia.

Notizie biografiche:
Nato a Firenze nel 1474, frequentò il giardino delle sculture in piazza San Marco. Secondo il Vasari (1568), nel giardino il Rustici fu notato da Lorenzo il Magnifico che lo fece entrare nella bottega di Andrea Verrocchio. Nel 1500 prese in affitto la bottega in via dei Servi e dette inizio alla propria attività indipendente.
La prima opera documentata è il Cenotafio di Giovanni Boccaccio nella chiesa dei santi Jacopo e Filippo a Certaldo, commissionata nel 1503 da Lattanzio Tedaldi, vicario per la repubblica fiorentina. Segue il tondo raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino per la sede dell’Arte di Por Santa Maria (Firenze, Museo Nazionale del Bargello). Entrambe le opere sono in marmo, materiale che il Rustici usa di rado prediligendo il bronzo e la terracotta.
Nel 1506 l’Arte di Mercanzia commissionò al Rustici la Predicazione del Battista a un fariseo e un levita, gruppo in bronzo collocato sulla porta nord del Battistero. L’opera si ispira molto a Leonardo, che - secondo il Vasari - il Rustici accoglieva volentieri durante la lavorazione del gruppo. Giovan Francesco conobbe certo bene Leonardo, con il quale probabilmente intercorse un rapporto proficuo di stima reciproca, anche se il Rustici aveva undici anni meno. Non pare verosimile che i due abbiano frequentato la bottega di Verrocchio negli stessi anni vista la differenza di età, ma entrambi furono ospitati da Pietro Martelli fra il 1507 e il 1508. Alcuni Combattimenti a cavallo in terracotta (oggi fra i musei del Louvre e del Bargello) sono i risultati diretti degli studi di Giovan Francesco sul cartone della Battaglia di Anghiari e sulla porzione di pittura murale rimasta incompiuta sulla parete del Salone del Gran Consiglio in Palazzo Vecchio, al momento della partenza di Leonardo.
Fra il 1505 e il 1510 plasmò le terrecotte del Noli me tangere e del Sant’Agostino poi invetriate da Giovanni della Robbia per le monache di Camporeggi.
Nel 1515 collaborò agli allestimenti che accompagnarono l’ingresso di Leone X a Firenze. In occasione della visita del papa Medici, fu notato e apprezzato da suo cugino, il cardinale Giulio de’ Medici, che gli chiese di partecipare al programma di riallestimento del cortile e del giardino di Palazzo Medici, di cui la famiglia si era riappropriata rientrando a Firenze dall’esilio nel 1512. Così Giulio chiese al Rustici di realizzare una copia in terracotta - poi mai realizzata - del David di Donatello, dal 1495 mai più rientrato nella residenza di via Larga, e un Mercurio in bronzo (Cambridge, Fitzwilliam Museum) per coronare la fontana ancora nel giardino.
Nel 1526 realizzò i tondi in terracotta con scene mitologiche per la villa di Jacopo Salviati a Ponte alla Badia nei dintorni di Firenze.
Personalità bizzarra e originale, il Rustici frequentava le compagnie del Paiolo e della Cazzuola, allegre brigate comprendenti anche artisti come Andrea del Sarto, che si dilettavano ad allestire estrosi conviti allestiti con grande fantasia spesso a casa dello stesso Rustici.
Dopo la seconda cacciata dei Medici nel 1527, il Rustici lasciò Firenze (1528) e andò in Francia presso Francesco I. Il re gli commissionò un imponente monumento equestre, mai compiuto. Morto Francesco I, Giovan Francesco rimase sotto la protezione di Pietro Strozzi. Morì a Tours nel 1554.




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