Giardino aggiungi alla cartella

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Ambiente, Architettura:
Il giardino

Epoca, data:
1911-1921 (sistemazione attuale)

Ubicazione:
Firenze, via Ginori angolo via de' Gori, Palazzo Medici Riccardi.

Descrizione, soggetto:
Il secondo cortile di Palazzo Medici Riccardi si presenta come un giardino, secondo la sistemazione predisposta in occasione dei lavori di restauro degli inizi del XX secolo. Tale giardino, di forma quadrangolare, è situato alle spalle del palazzo: vi si accede dal cortile delle Colonne e si volge verso occidente. Lo spazio è chiuso all’esterno da alte mura merlate, con un grande portale centinato su via Ginori.
L’area verso nord è ripartita da quattro aiuole rettangolari, simmetricamente disposte sul lato nord verso la fontana a muro dell’ Ercole riccardiano, con un percorso centrale segnato da quattro statue e conche in terracotta con agrumi. Il lato sud, verso la loggia, presenta invece un'aiuola semicircolare disposta intorno a una vasca circolare. I percorsi fra le aiuole sono rivestiti a mosaico di ciottoli, in cui si inseriscono gli stemmi Medici e Riccardi a commesso marmoreo.

Notizie storiche:
Fin dall’origine (metà del XV secolo), Palazzo Medici è stato dotato di due spazi aperti: un cortile porticato al centro e un giardino recintato sul dietro, comunicanti fra loro attraverso un ingresso più piccolo rispetto a quello odierno secentesco. Il passaggio dal cortile al giardino interno traeva forse ispirazione dall’insieme costituito da atrio e peristilio nella casa romana.
Cortile e giardino si ponevano su un unico asse e un'unica visuale, che tuttora da via Larga attraversa i due spazi e giunge dalla parte opposta su via Ginori, verso San Lorenzo. Con Palazzo Medici, per la prima volta nella storia dell’edilizia civile fiorentina, si creava un collegamento tra uno spazio “pubblico”, quale era da considerare il primo cortile, e uno “privato”, come era concepito il giardino, luogo di evasione e di delizie, per ritemprarsi dagli affanni quotidiani.

Non si hanno notizie precise sulla sistemazione originaria del giardino di Palazzo Medici, di pianta quadrangolare e chiuso da alte mura merlate. Sul lato occidentale il muro era dotato di un ballatoio pensile, rinvenuto nel 1911. Qui la porta su via Ginori era incorniciata da piedritti e architrave. Sul fronte del palazzo a est si aprivano l’ingresso dal cortile delle Colonne e ai lati quattro piccole finestre. Sul lato meridionale del giardino si affacciava una loggia a tre arcate arredata con panche e ornata da rilievi, con una piccola porta che dava su via de’ Gori: resti dei capitelli e delle colonne della loggia quattrocentesca sono ancora oggi visibili all’interno della struttura della loggia riccardiana. Sopra alla loggia, era forse allestito a giardino pensile di agrumi, forse coincidente con l’attuale terrazzino e lodato da Johannes Reuchlin, ricevuto nel 1482 dal Magnifico col seguito del conte Eberhard von Württemberg. Infine a nord si affacciava una loggia a tre arcate probabilmente cieca, che risulterebbe dalla pianta del Buonsignori (1584), certo poi distrutta alla fine del Seicento con la costruzione dell’ala occupata dalla Galleria al primo piano.
Piante, essenze odorose e fiori potati ad arte, fontane monumentali e sculture antiche e moderne caratterizzavano un ambiente dove raffinatezza e cultura si coniugavano felicemente. Qui venne collocata la Giuditta e Oloferne di Donatello (trasferito in Palazzo Vecchio dopo la cacciata dei Medici nel 1494), insieme a numerosi pezzi archeologici, fra cui una Testa di cavallo in bronzo adattata a bocca di una fontana (ora al Museo Archeologico di Firenze).
Questa area verde, dove l’arte topiaria presentava invenzioni e forme sempre nuove e mutevoli, offriva uno scenario idoneo per sontuosi banchetti. Lì infatti furono festeggiate la venuta a Firenze del giovane Galeazzo Maria Sforza nel 1459, le nozze di Lorenzo con Clarice Orsini nel giugno del 1469 e quelle di Lorenzo duca di Urbino con Maddalena de la Tour d’Auvergne nel 1518. In quest’ultima occasione il giardino fu lastricato e perciò, da allora, venne denominato anche secondo cortile.
Nel 1605 - quando ormai da vari decenni i membri principali della famiglia Medici abitavano in Palazzo Pitti - il granduca Ferdinando I mise il giardino - da tempo lastricato - a disposizione degli scalpellini impegnati nella realizzazione della Cappella dei Principi nel complesso di San Lorenzo. A tale scopo, probabilmente, l’area fu divisa dal muro registrato dalle piante del 1650: la porzione settentrionale con i tre vani adiacenti potrebbe essere quella assegnata alle maestranze.

La sistemazione attuale del giardino risale ai primi del secolo scorso, nell’ambito del ripristino dell’intero palazzo (1911-1921) promosso da Arturo Linaker e affidato a Enrico Lusini. In tale occasione furono smantellate le strutture improprie che ingombravano l’area.
Il Lusini concepì un allestimento semplice e razionale, con elementi evocanti l’immagine (poco documentabile) del giardino quattrocentesco associati a caratteri tipologici propri del giardino cinque-secentesco. Il disegno della nuova sistemazione si basò in parte su tracce preesistenti reperite durante i lavori di sterro, risalenti probabilmente al XVII-XVIII secolo, cioè all’epoca riccardiana. A tale intervento risale anche la sistemazione della fontana dell’ Ercole riccardiano sul lato nord.
Nel 1931 Enrico Lusini progettò il plastico con un modello di giardino mediceo quattrocentesco, esposto alla mostra del giardino italiano del 1931 e poi in quella dedicata alla Architettura al tempo di Lorenzo il Magnifico nel 1992 (in cui vedi scheda di C. Acidini, p. 51). In tale opera - ora smontata in deposito alla Villa Medicea della Petraia - il Lusini mise probabilmente a frutto l’esperienza svolta in Palazzo Medici e le riflessioni sviluppate in quell’occasione intorno al giardino storico.



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