Ghirlandaio, Domenico (1449 - 1494) aggiungi alla cartella

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Personaggio:
Domenico di Tommaso Bagordi, detto Domenico Ghirlandaio

Estremi biografici:
Firenze, 1449 -1494

Attivitą:
pittore

Luoghi:
Firenze; Roma

Notizie biografiche:
Domenico Bigordi, nato a Firenze nel 1449, era figlio di Tommaso, orafo molto apprezzato per le sue ghirlande, realizzate per acconciature femminili, e dunque soprannominato il 'Ghirlandaio'. Tale appellativo passò così anche ai figli, Domenico, Davide e Benedetto, che sarebbero tutti divenuti pittori.
Dopo un primo probabile apprendistato presso il padre, Domenico entrò nella bottega di Alesso Baldovinetti e poi in quella di Andrea Verrocchio.
Intorno al 1470 dipinse una delle sue prime opere: l'affresco con I santi Girolamo, Barbara e Antonio Abate in Sant'Andrea a Cercina nei pressi di Firenze. Nel 1472 risulta iscritto alla Compagnia di San Luca. Nel 1475 realizzò il primo importante ciclo pittorico le Storie di Santa Fina nella Collegiata di San Gimignano, affrescate in collaborazione con il cognato Sebastiano Mainardi, marito della sorella Alessandra. Nello stesso anno Domenico andò con il fratello Davide a Roma, per affrescare la Biblioteca Vaticana, opera andata perduta.
Con l'aiuto del Mainardi e dei due fratelli minori, Davide e Benedetto, Domenico diresse una delle botteghe familiari più importanti e attive a Firenze, responsabile di vasti cicli pittorici ad affresco in prestigiosi edifici pubblici e religiosi della città e dei dintorni.
Nel 1481-1482, insieme a Botticelli, Perugino, Signorelli e Cosimo Rosselli, fu a Roma per affrescare la cappella Sistina con le Storie di Mosè e di Cristo. Tornati a Firenze, Botticelli, Perugino e Ghirlandaio furono incaricati di decorare la 'sala magna' al secondo piano di Palazzo Vecchio. L'unico a portare a compimento il progetto fu il Ghirlandaio che nella Sala dei Gigli dipinse San Zanobi con i santi diaconi Eugenio e Crescenzio e Gli eroi romani Bruto, Muzio Scevola, Camillo, Decio, Scipione e Cicerone (1482-1484).
Inserito nell'orbita di Lorenzo il Magnifico, nei suoi affreschi e nei suoi dipinti su tavola Domenico fissò innumerevoli volti e abiti di personaggi appartenenti all'entourage mediceo, nonché strade, piazze, case ed edifici della Firenze coeva. La felice vena narrativa e la puntuale resa dei dettagli lo resero un attento ritrattista della Firenze medicea e celebratore della società del suo tempo.
Nel 1482 fu incaricato da Francesco Sassetti di affrescare la propria cappella in Santa Trinita con le Storie di San Francesco accompagnate poi dalla pala d'altare con l'Adorazione dei Magi, conclusa nel 1485. Nel medesimo anno Giovanni Tornabuoni, zio del Magnifico e direttore del banco Medici a Roma, commissionò al Ghirlandaio le Storie di Maria e San Giovanni Battista nella cappella di famiglia in Santa Maria Novella. Compiuti gli affreschi intorno al 1490, Domenico fece i disegni per le vetrate e avviò la pala d'altare, opere non ancora compiute alla sua morte, nel 1494, e dunque portate a termine dai fratelli e dalla bottega.
Morì di febbre pestilenziale e fu sepolto nel vecchio cimitero di Santa Maria Novella.




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