'Gentildonna', di Desiderio da Settignano aggiungi alla cartella

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Opera:
Gentildonna

Autore, ambito:
Desiderio da Settignano (1429 circa-1464)

Epoca, data:
1455 circa

Ubicazione:
Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Inventario:
inv. Sculture 62

Dati Tecnici:
marmo, cm 47x44x21

Provenienza:
Firenze, Palazzo Medici, primo piano, camera di Lorenzo il Magnifico (1492) (?); Galleria degli Uffizi, grande vestibolo presso corridoio di Ponente (1753; attestato da disegno di Filidauro Rossi, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze); Museo Nazionale del Bargello (dal 1873/1879).

Descrizione, soggetto:
Il ritratto femminile in busto presenta lineamenti piuttosto marcati, ma l’espressione è astratta. La fronte è ritagliata in una porzione di circonferenza, il naso è dritto e piuttosto marcato, le sopracciglia dritte e appena segnate, gli occhi lievemente sporgenti, la bocca piccola, sottile e socchiusa, il mento tondeggiante. La testa poggia su un collo dritto e lungo, molto eretto quasi ‘a colonna’. La veste è molto semplice, senza particolare ornamenti: il corpetto (o gamurra) presenta un’allacciatura assai allentata, che lascia intravedere sul davanti la camicia. Questa - presumibilmente in lino di Cambrai, di Reims o d’Olanda secondo la moda dell’epoca - spunta anche dallo scollo del corpetto lasciando intravedere la lavorazione a plissè, unica nota elegante dell’abito. Le maniche morbide sono cucita al corpetto. La gentildonna porta i lunghi capelli raccolti sul dietro in uno chignon fissato sulla sinistra della nuca, lasciando ricadere la ciocca terminale lungo il collo, sulla spalla. Sulla testa è fissato un piccolo diadema, una bocchetta da testa (simile agli esemplari raffigurati sulle vesti e i finimenti dei personaggi raffigurati da Benozzo Gozzoli nel Viaggio dei Magi): il gioiello è costituito da un anello di metallo prezioso su cui sono incastonate pietre preziose e perle.

Notizie storiche:
Ignota è l’ubicazione originaria della scultura.
Francesco Caglioti (in Eredità... 1992, p. 50) ha proposto di identificare l’opera con il busto marmoreo raffigurante Lucrezia Tornabuoni che secondo l’inventario del 1492 era posto sopra la porta della camera di Lorenzo il Magnifico al primo piano di Palazzo Medici. Il busto avrebbe seguito le sorti del suo pendant, quello di Mino da Fiesole raffigurante Piero de’ Medici, collocato sopra la porta che dava nell’anticamera.

Fortuna e critica:
L’opera di solito ritenuta autografa, è stata riferita alla cerchia di Desiderio da alcuni studiosi (cfr., per esempio, Markham Schulz 1991) per la rigida geometrizzazione che si nota in una visuale frontale. Tale impressione risulta superata a una più attenta osservazione del modellato (Desiderio... 2007).



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