'Crocifissione', di Bertoldo aggiungi alla cartella

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Opera:
Crocifissione

Autore, ambito:
Bertoldo di Giovanni (1440-1491)

Epoca, data:
1475 circa

Ubicazione:
Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

Inventario:
inv. Bronzi 207

Dati Tecnici:
bronzo, h. cm 75x67

Provenienza:
Firenze, Palazzo Medici, (1492) (?); Guardaroba Medicea (1560) (?); Uffizi, Tribuna (1589) (?); Galleria degli Uffizi (1784) (?);Museo Nazionale del Bargello (dal 1873/1879)

Descrizione, soggetto:
Contro lo sfondo di un cielo solcato da nubi tagliate in prospettiva, si ergono i tre crocifissi: Cristo al centro frontale e i due ladroni ai lati in scorcio. In basso i dolenti attorniano disperati la croce centrale: la Maddalena al centro inginocchiata e le pie donne sono abbigliate e atteggiate come Menadi antiche colte da furor; con loro c’è San Giovanni Evangelista a mani giunte e con il volto barbuto rivolto verso l’alto; gli corrisponde la Vergine sulla sinistra, ammantata, stretta nel suo dolore; a destra si riconosce forse Nicodemo di spalle. A tali personaggi, protagonisti della tradizionale iconografia della Crocifissione si aggiungono sulla sinistra San Gerolamo e San Francesco. La scena esprime un profondo pathos attraverso i gesti concitati dei personaggi, i volti espressivi, capelli e vesti scompigliati dal vento.

Notizie storiche:
Nel 1492 il rilievo della Crocifissione si trovava in Palazzo Medici nella camera di Giuliano (poi Giuliano duca di Nemours), secondo quanto riportato dall’inventario dei beni stilato alla morte del Magnifico.
Attribuito a Bertoldo di Giovanni sin dall’Ottocento, il bronzo costituisce l’opera di soggetto sacro più impegnativa realizzata dallo scultore. Sono state notati riferimenti a varie opere databili entro la metà dell’ottavo decennio, quali: il Cristo di Donatello sull’Altare del Santo a Padova (per il Cristo Crocifisso); la Crocifissione nei pulpiti di San Lorenzo a Firenze, sempre di Donatello (per le donne dolenti); i Danzatori di Pollaiolo affrescati a Villa Gallina; i rilievi di Agostino di Duccio nel Tempio Malatestiano di Rimini.



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