Busto di 'Ottaviano' 
- Opera:
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Busto di 'Ottaviano' (o Gaio Cesare) - scultura
- Autore, ambito:
- Arte romana
- Committente, collezionista:
- Lorenzo il Magnifico, de' Medici (1449-1492) – collezionista dal 1471
- Epoca, data:
- fine I sec. a. C. – inizi I sec. d. C.
- Ubicazione:
- Firenze, Galleria degli Uffizi
- Inventario:
- inv. 1914 n. 83.
- Dati Tecnici:
- marmo bianco a grana fine, h cm 69 (parte antica: h. cm 38). Di restauro: la punta del naso, parte delle orecchie, tassello del mento. Il busto loricato è moderno (di B. Caccini?).
- Iscrizioni:
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Sul supporto: “
avgvstvs”. - Provenienza:
- Roma (fino al 1471); Firenze, Palazzo Medici (post 1471) (?); Galleria degli Uffizi (almeno dal 1704).
- Descrizione, soggetto:
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La scultura antica ritrae un giovane uomo con la testa volta verso sinistra. La capigliatura è a larghe ciocche ondulate, sulla fronte spartite, distinte e ricurve. Il volto magro e teso. Tratti distintivi sono la mascella larga, il mento appuntito e il naso aquilino. Le guance del giovane sono coperte da una corta barba (barbula) di solito segno di lutto.
Dai tratti distintivi che si notano nonostante l’apparente idealizzazione del volto, si deduce che il personaggio ritratto apparteneva alla famiglia giulio-claudia. Il giovane è stato identificato con Ottaviano Augusto o con Gaio Cesare, suo figlio ed erede (vedi sotto: Notizie Storiche). - Notizie storiche:
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Secondo la tradizione,il busto è considerato un ritratto di Ottaviano Augusto imperatore (63 a.C. - 14 d.C.) , il cui modello risulterebbe databile fra il 42 e il 37 a.C.. In tal caso la barbula potrebbe essere un segno di lutto per l’uccisone di Cesare. Diversamente, come reputato dalla critica recente (Pollini 1987), nell’effigie marmorea sarebbe piuttosto da riconoscere il ritratto di Gaio Cesare, figlio di Agrippa, nipote ed erede designato di Augusto, morto prematuramente nel 4 d.C., a 24 anni. In tal caso il modello della scultura sarebbe da datarsi negli ultimi anni di vita del giovane, fra l’1 e il 3 d.C.. La barbula potrebbe richiamare il lutto per la morte del fratello Lucio oppure assimilerebbe il personaggio a Marte, dio della guerra (Pollini 1987).
La scultura condivide la storia collezionistica e di restauro con il busto di Agrippa, anch’esso agli Uffizi (inv. 1914 n. 90). Come ricorda Lorenzo il Magnifico nei suoi Ricordi, le teste di Agrippa e di Augusto gli furono donate da papa Sisto IV nel 1471 a Roma, quando il Medici in qualità di ambasciatore della Repubblica fiorentina assistè all’investitura del nuovo pontefice (Beschi 1983 e 1994).
Le due teste furono probabilmente collocate in Palazzo Medici insieme ad altre effigi di personaggi illustri antichi e moderni appartenenti alla collezione medicea. Entrambe le sculture sono servite da modelli a Giovanni della Robbia che intorno al 1520 realizzò i ritratti dei medesimi personaggi nella serie in terracotta invetriata per Palazzo Guadagni (ora London, Victoria & Albert Musem) (Beschi 1983 e 1994)
Sono quindi citate in Palazzo Medici nel 1598 come “teste di marmo sino a tutta gola” (ASF, Guardaroba 198, c. 36). Erano cioè ancora prive del busto sottostante, inserito probabilmente al momento dell’ingresso dei due pezzi nella Galleria degli Uffizi.
I due busti sono ricordati dal 1704 negli inventari della Galleria degli Uffizi, dove tuttora si trovano esposti l’uno accanto all’altro.
informazioni generali - apparati e documentazione
