Busto di Agrippa 
- Opera:
- Busto di Agrippa - scultura
- Autore, ambito:
- Arte romana
- Committente, collezionista:
- Lorenzo il Magnifico, de' Medici (1449-1492) – collezionista dal 1471
- Epoca, data:
- I sec. a. C.
- Ubicazione:
- Firenze, Galleria degli Uffizi.
- Inventario:
- inv. 1914 n. 90.
- Dati Tecnici:
- marmo bianco a grana fine, h. cm 68 (parte antica: h. cm 42). Di restauro: la punta del naso, l'angolo dell'orecchio sinistro, parte della cima dell'orecchio destro. Il busto è moderno.
- Iscrizioni:
-
Sul supporto: “
m. agrippa”. - Descrizione, soggetto:
-
La scultura antica che ritrae il personaggio in marmo bianco fino alla parte visibile della scollatura, è inserita in un busto moderno raffigurante torace e spalle panneggiati. La punta del naso, l’angolo dell’orecchio sinistro, parte della cima dell’orecchio destro, sono aggiunte dovute a restauri moderni.
La scultura ritrae Marco Vespasiano Agrippa, generale di Ottaviano. La folta capigliatura, a larghe ciocche ricurve, scende ai lati delle orecchie e lungo la nuca diritta, ma sporge sulla fronte dove la frangia è spartita ai lati. La testa si impianta saldamente sul collo robusto solcato da rughe profonde. Il volto presenta tratti marcati ed espressivi e denota un’età avanzata: la fronte è contratta, le sopracciglia folte e sporgenti, gli occhi infossati in penombra ri volti verso sinistra, il naso aquilino, la bocca appena aperta, mento e mascelle pronunciati. L’espressione manifesta concentrazione e tensione emotiva. - Notizie storiche:
-
La scultura antica raffigura Marco Vespasiano Agrippa (63 a. C. - 12 a. C.), generale romano, amico e collaboratore fedele di Ottaviano Augusto e responsabile dei suoi maggiori successi militari, fra cui la battaglia navale di Azio contro le truppe di Marco Antonio e Cleopatra.
Il ritratto di Agrippa è pertinente alla tradizione iconografica dipendente dal tipo Vibo Valentia-Gabii rappresentato dal busto del Louvre. Attingendo i tratti da tale tipo di età medio-augustea, lo scultore li ha adattati a una fisionomia di età più avanzata (Romeo 1998). La datazione, controversa, sembra da collocarsi in età claudia. Considerate le affinità stilistiche, la testa di Agrippa e quella di Cesare (già ritenuta di Ottaviano) potrebbero essere uscite dalla medesima bottega (Fittschen 1996).
L’opera è stata identificata come la testa di Agrippa donata da papa Sisto IV a Lorenzo il Magnifico nel 1471 a Roma, insieme a quella allora ritenuta di Augusto (in realtà, Gaio Cesare), anch’essa ora agli Uffizi (inv. 1914 n. 83). Tale identificazione è suffragata dal fatto che entrambe le sculture antiche sono state adottate come modello da Giovanni della Robbia per realizzare, intorno al 1520, i ritratti dei medesimi personaggi da inserire nella serie in terracotta invetriata per Palazzo Guadagni (ora Londra, Victoria & Albert Musem) (Beschi 1983 e 1994).
Le due teste furono probabilmente collocate in Palazzo Medici insieme ad altre effigi di personaggi illustri antichi e moderni appartenenti alla collezione medicea. I ritratti antichi acquisiti da Lorenzo, come quello di Agrippa e quello supposto di Augusto, venivano restaurati da scultori di prim’ordine, come Andrea Verrocchio, e posti sopra le porte entro una cornice con la forma dell’impresa medicea dell’anello con le tre piume (vedi scheda: Temi collaterali / Stemma e imprese dei Medici).
I due ritratti in busto ora agli Uffizi sono citati in Palazzo Medici nel 1598 come “teste di marmo sino a tutta gola” (ASF, Guardaroba 198, c. 36). Erano cioè ancora prive del busto sottostante, inserito probabilmente al momento dell’ingresso dei due pezzi nella Galleria degli Uffizi.
Il busto di Agrippa è ricordato negli inventari della Galleria degli Uffizi dal 1704.
informazioni generali - apparati e documentazione
