'Banchetto di Erode', di Donatello aggiungi alla cartella

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Opera:
Banchetto di Erode - scultura a rilievo

Autore, ambito:
Donatello (1386?-1466)

Committente, collezionista:
Cosimo il Vecchio de' Medici (1389-1464)

Epoca, data:
1435 circa (?)

Ubicazione:
Lille, Musée des Beaux-Arts.

Inventario:
inv. n. Pl. 1912

Dati Tecnici:
marmo, cm 50x71,5

Provenienza:
Firenze, Palazzo Medici, Legato alla città di Lille da Jean-Baptiste Wicar, già commissario artistico per Napoleone in Italia (1834).

Descrizione, soggetto:
La scena è impostata con una ricercata fuga prospettica di piani e linee architettoniche. Il punto di vista è decentrato sulla sinistra, come si può osservare osservando l’impostazione della scala, ripida e inerpicata fino alla sommità. Mentre Salomè danza al centro, sulla sinistra più in primo piano i commensali si ritraggono inorriditi davanti alla testa del Battista, posata sul tavolo da un servo su un vassoio. All’orrore e alla repulsa sulla sinistra corrisponde lo sconcerto degli uomini schierati nei pressi della scala.
Il lessico architettonico è di derivazione classica. La successione delle molteplici superfici in scorcio in successione rapida, fitta, degradante verso il fondo, crea l’effetto di un labirinto con un ritmo virtuosistico e artificioso.

Notizie storiche:
Il pannello a rilievo è identificabile un “quadro di marmo” citato nell’inventario dei beni di Lorenzo il Magnifico stilato nel 1492.La scultura si trovava al primo piano di Palazzo Medici, nell’anticamera posta fra la camera di Lorenzo e lo scrittoio o studiolo. Nelle medesima stanza c’erano altre opere riferite a Donatello: una Madonna col Bambino a rilievo su marmo e un’altra in bronzo dorato.Lo stesso inventario registra il fatto che la lastra in marmo presenta una storia di San Giovanni Battista (il Banchetto di Erode) impostata prospetticamente.
Nella composizione, l’artista fa propri i principi illustrati da Leon Battista Alberti nel trattato del De Pictura compiuto a Firenze nel 1435. Infatti si ritrovano puntualmente applicati i precetti illustrati nel trattato in relazione alla rappresentazione di una storia impostata secondo una prospettiva geometrica unificata.
In generale l’opera viene datata in prossimità del trattato albertiano, intorno al 1435. Dunque, prima di entrare in Palazzo Medici, edificato alla metà del Quattrocento, il rilievo in marmo doveva trovarsi in un’altra ubicazione, forse nella “casa vecchia”.



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