Pollaiolo, Antonio (1431/32 ca.-1498) aggiungi alla cartella

informazioni generali - apparati e documentazione

Personaggio:
Antonio Pollaiolo / Antonio di Jacopo di Antonio Benci, detto

Estremi biografici:
Firenze, 1431/32 circa – Roma, 1498

Attività:
pittore, scultore, orafo, incisore, disegnatore.

Luoghi:
Firenze, Roma.

Notizie biografiche:
Figlio di Jacopo di Antonio Benci, e fratello maggiore di Piero, come costui prese il soprannome di 'Pollaiolo' derivato dal mestiere del padre, commerciante di polli.
Incerta è la formazione. Piuttosto che allievo di Lorenzo Ghiberti, sembra sia più probabile che abbia frequentato la bottega di figlio di questi, Vittore. Aprì una bottega nella zona del Mercato Nuovo in via Vacchereccia (nei presso dell'odierna Loggia del Porcellino), ricordata dal 1470.
Presto si distinse particolarmente nel disegno quale ideatore di forme per oreficerie, cere, smalti, parati tessili, e "altre fantasie" (Vasari 1568). Ebbe inoltre modo di perfezionare tale pratica presso Maso Finiguerra, orafo lui stesso e grande maestro di arte incisoria. Lo stesso Antonio si cimentò nell'arte incisoria, di cui resta la celebre Battagli di nudi ricordata nel 1474 nella bottega di Squarciane a Padova. Si dedicò inoltre alla pittura, spesso in collaborazione con il fratello Piero, e alla scultura in bronzo. Il suo stile è caratterizzato da un accentuato dinamismo delle figure, spesso colte in pose plastiche e in torsione; il segno è netto deciso e vibrante. Nelle sue composizioni ripresa dell'antico e studio anatomico si fondono in maniera mirabile offrendo significative indicazioni alle generazioni future.

Dal 1457 fu impegnato in commissioni di arredi per il Battistero fiorentino, iniziando con il Reliquiario-Croce (Museo dell'Opera del Duomo) realizzato con la collaborazione di Betto Betti e Miliano Dei. Dal 1466 fornì i disegni per i ricami delle ventisette Storie di San Giovanni Battista per il parato dello stesso Battistero (1469-83; ora Museo dell'Opera del Duomo).
Fin dalle prime opere Antonio dette prova delle sue alte doti di disegnatore, orafo e cesellatore, tanto che nel 1466 si iscrise come aurifex aurario all'Arte della Seta.. Nel 1467 con Verrocchio e Luca della Robbia partecipa alla commissione per la palla dorata destinata alla sommità della cupola del Duomo. Realizzò poi la preziosa armatura indossata da Benedetto Salutati nella giostra cavalleresca indetta nel 1469 in piazza Santa Croce e vinta da Lorenzo il Magnifico. In seguito fece il pannello con la Nascita di San Giovanni Battista per l'altare argenteo (1477-1483).

Nel 1472 entrò come pittore nella Compagnia di San Luca. L'anno seguente Federico da Montefeltro, duca di Urbino, scrisse al Magnifico per raccomandargli l'artista, che gli stava assai a cuore.
Per i Medici Antonio cominciò a lavorare almeno dai primi anni sessanta, con Piero quando dipinse tre tele rappresentanti le Fatiche d'Ercole (perdute) ricordate nel palazzo in via Larga dall'inventario del 1492. Tali opere sono forse citate nelle tavolette dipinte con Ercole che scoppia Anteo e Ercole e l'Idra (Uffizi). Probabilmente per il Magnifico, suo amico, fece il primo bronzetto noto nell'arte moderna, l'Ercole e Anteo (Firenze, Museo del Bargello), anch'esso descritto nell'inventario del 1492.
Per l'amico Giovanni Lanfredini, ambasciatore mediceo alla corte pontificia, affrescò le Figure nude danzanti nella villa di Arcetri acquistata nel 1464. In tale composizione sono state notate influenze dell'arte etrusca e dalla pittura vascolare antica.
Con Piero inoltre Antonio lavorò alla decorazione della cappella del Cardinale del Portogallo in San Miniato (1466-67) e dipinse il Martirio di San Sebastiano per la Santissima Annunziata (1475; Londra, National Gallery).

Nel 1484 accompagnato dal fratello Piero, Antonio partì per Roma per realizzare la Tomba di Sisto IV terminata nel 1493 (Grotte Vaticane). Nella firma apposta al monumento Antonio si definisce orafo, argentiere, pittore esperto in bronzo.
Nel 1489 Lorenzo il Magnifico inviò una lettera alla corte pontificia con la quale presentava Antonio come uno dei migliori maestri fiorentini.
A capo della nuova bottega romana, Antonio progettò anche la Tomba di Innocenzo VIII (1492-98), che inaugurò la tipologia del monumento funerario pontificio con la figura del papa seduta sulla sommità, poi ripresa nei secoli seguenti.
Morì a Roma nel 1498.




informazioni generali - apparati e documentazione