Ambienti (1516) aggiungi alla cartella

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Ambiente, Architettura:
Ambienti della “casa vecchia” dei Medici

Epoca, data:
1516

Ubicazione:
"casa vecchia" dei Medici in via Larga (ora via Cavour)

Descrizione, soggetto:
L’esterno della “casa vecchia” è ricostruibile da alcune fonti iconografiche quale una veduta di Firenze miniata su pergamena uscita dalla bottega di Piero del Massaio nel 1472 e un dipinto di Francesco Granacci. Probabilmente si trattava di un edificio a due piani abbastanza basso, lungo circa 32 metri, e poco profondo verso l’interno dell’isolato, con una facciata uniforme con quindici finestre che celava la struttura delle tre case medievali preesistenti, di cui quella centrale era stato il “palagio” dove aveva abitato Giovanni di Bicci (vedi schede correlate: La casa di Giovanni di Bicci). Risulta invece più difficile ricostruire con esattezza gli interni, anche perché non sono pervenute piante che ricostruiscano l’assetto originario. In questo senso sono però molto utili gli inventari del palazzo in particolare quello stilato nel 1516 in occasione della divisione dei beni di Pierfrancesco di Lorenzo e Giovanni delle Bande Nere. Il documento risulta ancor più utile se confrontato con l’atto notarile con la stipula della divisione stessa, dove sono citati puntualmente gli ambienti dell’abitazione dei due cugini Medici (vedi schede correlate: Storia della “casa vecchia” dei Medici, II).
Il pianoterra dell’abitazione comprendeva l’andito aldilà dell’ingresso principale dell’edificio, un’ampia corte con una “loggia grande” e a una “loggia minore” (a cui si accedeva dall’andito stesso), due camere per gli staffieri, una cucina con accanto una “corticina con loggia e scala”, una soffitta sopra l’andito con camera e scrittoio, l’orto adiacente al muro della corte grande, un “salotto terreno” e una “camera bella terrena”. Dalla scala principale si andava al primo piano o piano nobile, dove alcune stanze - le principali - davano sulla strada e altre sulla corte. Salita la scala si entrava a destra in un “salotto” con una camera; seguiva poi una cucina, che serviva alla camera citata e a una “sala grande” di circa 20 braccia (cioè quasi 12 m), posta evidentemente sopra la sala grande terrena; da un “salotto” cieco si passava in una camera e un’anticamera, poste sopra la loggia grande terrena; sono inoltre ricordati: una camera, un camerino con uno scrittoio, un’altra camera usata da Giovanni e uno scrittoio sulla loggia minore, una stanza detta “camera bella” con l’anticamera, una cappella con adiacenti camera, salottino e scrittoio. I documenti inoltre descrivono un verone al piano superiore e una stalla.
La “casa vecchia”, nonostante lo splendore degli arredi e l’eccellenza delle opere che la ornavano (vedi schede correlate: Gli arredi della “casa vecchia”), presentava una struttura di impronta ancora medievale, frutto di ristrutturazioni e adattamenti di strutture preesistenti. L’organizzazione degli interni non derivava infatti da un progetto generale antecedente alla realizzazione, ma è andata sviluppandosi per via aggiuntiva, a seguito delle disponibilità e delle contingenze del momento. Per questo gli ambienti risultavano disposti in maniera irregolare e disomogenea, predisposti, adattati o costruiti per via aggiuntiva, anche se all’apparenza uniti da una moderna facciata. Diversamente Palazzo Medici, edificato da Michelozzo alla metà del Quattrocento, era informato da principi molto diversi essendo stato costruito ex novo, sulla base di un progetto unitario teso a formulare il prototipo del palazzo rinascimentale.

Notizie storiche:
La casa vecchia venne compiutamente realizzata a seguito della ristrutturazione di tre immobili di proprietà dei Medici su via Larga: un palazzo medievale e una casa sul fianco sud, acquistati dalla famiglia intorno alla metà del Trecento, e un’altra casa sul fianco nord comprata da Giovanni di Bicci prima del 1427. La riunificazione dovette avvenire poco dopo, forse nei primi anni Trenta. Nel 1451 la vecchia casa di famiglia fu ceduta a Pierfrancesco di Lorenzo il Vecchio dallo zio Cosimo il Vecchio, che nel frattempo si stava costruendo il nuovo palazzo sulla medesima strada più a sud. La “casa vecchia” da allora rimase al ramo cadetto della famiglia.
Con l’atto notarile del 1516, a Pierfrancesco, figlio di Lorenzo il Popolano fu assegnata la porzione dell’immobile situata verso San Lorenzo che era la più ampia. Al cugino Giovanni (in realtà Ludovico di Giovanni, poi detto Giovanni delle Bande Nere) fu destinata la parte a nord, verso San Marco, molto più esigua e comprendente i seguenti ambienti: al piano terreno la camera e lo scrittoio, la piccola corte, l’orto, la stalla; al primo piano, 12 braccia della sala grande, la “camera bella” posta accanto con la relativa anticamera, la cappella con le stanze adiacenti (camera, salottino e scrittoio); all’ultimo piano, infine tutti i locali sovrastanti a quelli inferiori assegnati.
La ristrutturazione necessaria per attuare la divisione della casa venne realizzata da Baccio d’Agnolo e Bartolomeo di Giovanni Lippi.
La “casa vecchia” dei Medici sarebbe poi stata riunita sotto la proprietà di Cosimo figlio di Giovanni delle Bande Nere, una volta divenuto duca di Firenze nel 1537.



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