Alessandro, duca di Firenze (1511-1537) aggiungi alla cartella

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Personaggio:
Alessandro

Estremi biografici:
?, 1511/2 – Firenze, 1537

Attività:
duca di Firenze

Luoghi:
Firenze, Roma, Bologna, Urbino e altrove

Notizie biografiche:
Non sono pervenuti dati certi riguardanti la nascita di Alessandro, che avvenne fra il 1511 e il 1512: tale incertezza è forse dovuta al fatto che il Medici era figlio naturale del cardinale Giulio de' Medici poi papa Clemente VII, nato da una relazione con una contadina romana o una schiava slava. Di fatto, invece, Alessandro fu presentato pubblicamente solo all'età di sette anni alla corte pontificia, in qualità di figlio naturale di Lorenzo duca di Urbino e di una domestica di casa Medici.
Fu educato a Firenze protetto sempre da una particolare predilezione da parte del cardinale Giulio. Questi, nel 1522, ottenne dall'imperatore Carlo V il titolo di duca di Civita di Penna (in Abruzzo) da conferire al suo pupillo.
Quando Giulio divenne papa Clemente VII nel 1523, il nuovo pontefice Medici mandò a Firenze giovanissimi Ippolito (1524) e Alessandro (1525) come rappresentanti della famiglia, sia pure affidati alla tutela del cardinale Passerini cui spettava il controllo effettivo del governo della città. Nel palazzo di via Larga, Ippolito e Alessandro convissero con grande difficoltà, fra tensioni e rivalità. Carattere violento e vendicativo, Alessandro vedeva in Ippolito un possibile ostacolo per la conquista del potere.
Cacciato da Firenze insieme alla famiglia in occasione del Sacco di Roma (1527), Alessandro vi fece ritorno, dopo la definitiva sconfitta del governo repubblicano da parte delle truppe pontificie e imperiali (1530). Il 5 luglio del 1531 Alessandro fece il suo ingresso trionfale in città e prese pieno possesso di Palazzo Medici in via Larga. Il giorno dopo nel salone dei Duecento in Palazzo della Signoria Alessandro lesse pubblicamente il decreto imperiale del 28 ottobre del 1530 con il quale Carlo V lo poneva a capo della Repubblica fiorentina, conferendogli così un potere assoluto e dinastico. Soppresse definitivamente le istituzioni repubblicane quali il Gonfalonierato e la Signoria, il 1° maggio del 1532 Alessandro mise in atto una nuova costituzione, che lo nominava primo duca di Firenze.
Alessandro non manifesta particolari interessi per l'arte e la cultura e le sue commissioni hanno finalità solo prettamente politiche atte a rafforzare l'immagine del proprio assolutismo. Fra i primi gesti del duca fu quello di fare affiggere vari esemplari del proprio stemma in Palazzo della Signoria. Nel 1534 commissionò a Baccio d'Agnolo un altro stemma intagliato e dorato, poi dipinto da Giorgio Vasari, per apporlo nella sala grande del Palazzo della Mercatanzia. Inoltre, per ordine del duca Baccio Bandinelli con la collaborazione Vincenzo de' Rossi realizzò i due 'termini' in marmo, uno maschile e l'altro femminile, posti ai lati del portone principale di Palazzo della Signoria che permettevano di chiudere l'accesso al popolo fiorentino con una catena.
Nel 1534, Alessandro de' Medici chiese ad Antonio da Sangallo il Giovane una fortezza collegata alle mura cittadine "per tenere a bada Firenze" e per offrire un valido rifugio in caso di rivolta: sorse così la fortezza di San Giovanni Battista, detta poi da Basso.
Alla sua morte avvenuta nello stesso 1534, Clemente VII lasciava in eredità ad Alessandro la villa di Careggi, dove Jacopo Pontormo con alcuni collaboratori decorò una loggia con dipinti andati perduti (1536).
Ancora nel 1534 Ottaviano de' Medici, su richiesta del duca, commissionava a Giorgio Vasari il ritratto di Lorenzo il Magnifico e quello del duca Alessandro. Entrambi (ora agli Uffizi) dovevano essere inseriti in una raccolta di effigi di personaggi illustri di casa Medici, destinata al palazzo di famiglia in via Larga.
Nel 1535 Alessandro avviò la coniazione dei ducati, con la propria effigie su disegno di Benvenuto Cellini.
Il 9 giugno del 1536 Alessandro sposò Margherita d'Asburgo, figlia naturale di Carlo V, appena tredicenne. La promessa di nozze era stata sancita con il trattato di Barcellona stilato il 29 giungo 1529 fra Clemente VII e Carlo V. Circa un mese prima della celebrazione nuziale, l'imperatore soggiornò a Firenze ospite di Alessandro in Palazzo Medici accolto da imponenti apparati trionfali.
Il Medici inaugurò il principato mediceo con un governo dispotico e intransigente, colpendo la popolazione con balzelli continui e soprusi, intimorendo con confische, bandi e condanne a morte. Inoltre Alessandro conduceva una vita dissoluta e dissennata, del tutto estranea al tenore di casa Medici. La situazione divenne insopportabile anche per le famiglie più prossime ai Medici.
Nel giorno dell'Epifania del 1537 Lorenzino, appartenente al ramo cadetto dei Medici, attirò in un tranello Alessandro e lo uccise a pugnalate nella "casa vecchia" di famiglia su via Larga a pochi passi da Palazzo Medici. Il vero mandante dell'assassinio poteva essere stato Cosimo, figlio di Giovanni delle Bande Nere, che sarebbe successo ad Alessandro sul trono ducale.
Morto il duca, la moglie Margherita si rifugiò nella Fortezza da Basso portando con sé tutti i suoi beni preziosi, mentre Lorenzino (detto da allora "Lorenzaccio") fuggiva a Bologna. La salma di Alessandro, rinvenuta il giorno dopo, venne deposta nel sarcofago di Lorenzo duca di Urbino nella Sagrestia Nuova.




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