Albero genealogico dei Medici nel granducato (XVI-XVIII secolo) 
- Tema collaterale:
- Albero genealogico dei Medici nel granducato
- Epoca, data:
- XVI-XVIII secolo
- Ubicazione:
- Firenze
- Descrizione e notizie:
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Dal secondo ramo dell'albero genealogico dei Medici discesero i granduchi che ressero Firenze dal XVI al XVIII secolo.
Il primo granduca di Toscana, nominato nel 1569, fu Cosimo I, figlio di Ludovico detto Giovanni delle Bande Nere e Maria Salviati. In Cosimo I, a cui fu dato il nome dell'illustre avo Cosimo il Vecchio, si riunivano i due rami della stirpe dato che il padre era figlio di Giovanni il Popolano e discendente di Lorenzo il Vecchio, mentre la madre era nipote di Lorenzo il Magnifico.
Cosimo I e i figli Francesco e Ferdinando I portarono Firenze e lo stato toscano a un livello altissimo di rinomanza internazionale, grazie anche ad un'oculata politica matrimoniale che portò fra l'altro sul trono di Francia due donne di casa Medici: Caterina e Maria. I granduchi promossero una straordinaria produzione artistica e culturale a cui affidare l'immagine del loro stato da proporre a tutta Europa: la "magnificenza" della Firenze medicea fu la migliore arma diplomatica di quella irripetibile stagione.
I fasti del barocco giunsero alla corte granducale nel XVII secolo sotto Cosimo II e Ferdinando II, responsabili fra l'altro di imponenti trasformazioni e abbellimenti della reggia di Palazzo Pitti. Arte, poesia, musica, scienza, spettacolo e collezionismo trovavano ancora un alveo fruttifero presso l'ambiente mediceo, ad opera anche dei fratelli dei granduchi (fra cui il cardinale Leopoldo). Nel 1659 Ferdinando II vendette il vetusto Palazzo Medici ai Riccardi.
La crisi economica, però, già avviata da tempo travolse lo stato degli ultimi Medici, in particolare sotto Cosimo III e il figlio Gian Gastone. Nella corte medicea ormai dibattuta fra gran pompa e bigotteria, la ricerca del lusso sfrenato sembra celare la decadenza inarrestabile e il degrado imperante.
Il 9 luglio 1737 Gian Gastone, ultimo granduca Medici, moriva senza lasciare eredi. Già due anni prima i regnanti di Europa contro la volontà di Cosimo III avevano destinato la corona toscana a Maria Teresa figlia dell'imperatore d'Austria, nella persona del futuro consorte il duca Francesco Lorena. Prima di vedere l'arrivo dei rappresentanti della nuova stirpe regnante, Anna Maria Luisa, sorella di Gian Gastone, stipulò il cosiddetto "patto di famiglia", con cui l'ultima Medici cedeva ai granduchi Lorena tutti i beni mobili dell'eredità medicea, cioè "gallerie, quadri statue, biblioteche, gioie e altre cose preziose...", imponendo però al nuovo regnante di conservarli e tutelarli "per ornamento dello stato, per utilità del pubblico e per attrarre la curiosità dei forestieri", senza mai trasferire nulla "fuori della capitale e dello Stato del Granducato". Con tale atto, controfirmato da parte lorenese, Anna Maria Luisa salvaguardava il patrimonio che la sua dinastia aveva acquisito in tanti secoli vincolandolo per sempre ai fiorentini e alla loro terra. - Pianta:
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