1646 post - Storia della Casa Vecchia (IV) aggiungi alla cartella

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Evento:
Storia della Casa Vecchia (IV)

Protagonisti:
Ferdinando II; Alamanno Ughi

Epoca, data:
dal 1646

Luoghi:
Firenze, via Larga (oggi via Cavour)

Descrizione e storia:
Il 3 novembre 1646 Ferdinando II vendette la "Casa Vecchia" dei Medici a Alamanno Ughi. Vi risiedevano allora Paolo, Giulio e Antonfrancesco figli di don Antonio de' Medici, che in tale occasione si trasferirono in Palazzo Medici.
All'acquisto i nuovi proprietari si impegnarono a costruire un passaggio con un ingresso ad arco su via Larga, al posto del varco lasciato dall'abbattimento delle due volte dell'edificio che aveva visto nel 1537 l'assassinio di Alessandro de' Medici (iconografia: F. Del Migliore 1684). Il nuovo vano, con la mostra a rustico, risulta utilizzato dagli Ughi come rimessa dagli anni Novanta.
Alla fine del secolo in data ignota, i Riccardi - divenuti nel frattempo nel 1659 proprietari di Palazzo Medici - acquistarono anche la rimessa degli Ughi annettendola al prolungamento della ex-residenza medicea, da poco realizzato.
Gli Ughi nel frattempo procedevano con le ristrutturazioni. Nel 1736 costruirono all'estremità meridionale dell'edificio, una "casa piccola" (detta anche Casa Ughi) a due piani con tre finestre ciascuno, che risultava così adiacente da una parte alla rimessa e dall'altra alla parte restante dell'edificio, estesa lungo via Larga per dieci campate (iconografia: Zocchi 1744). La piccola Casa Ughi, ancora esistente (via Cavour n. 5), fu probabilmente concepita come un edificio indipendente rispetto alla struttura più ampia a nord, forse in vista della vendita di quest'ultima.
Infatti, l'edificio più ampio, a dieci finestre per piano, passò di proprietà prima ai Lorenzi e ai Barbolani da Montauto, e poi ai Pucci, che nel 1844-1845 chiesero all'architetto Telemaco Buonaiuti di trasformarlo e rialzarlo (Veduta odierna). Divenne quindi Palazzo Ginori Conti, appellativo con cui risulta ancora oggi identificato l'immobile.
Una lapide sulla facciata (via Cavour n. 13) ricorda ancora che per un certo periodo fu proprietario dell'abitazione Gioacchino Rossini.



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