La prima fase, condotta probabilmente da Ferdinando
Tacca, durò una decina di anni e comprese alcuni adattamenti
nel
corpo centrale dell’edificio. ![]()
In un secondo momento, fra il 1670 e il 1685 la direzione
dei lavori passò all’architetto Pier Maria Baldi,
che nel 1673 fu eletto architetto primario del granduca Ferdinando II. Il
Baldi progettò rilevanti ampliamenti del
palazzo quattrocentesco e della facciata in
direzione nord, realizzati a seguito dell’acquisto di alcuni edifici
adiacenti.
![]()
Per l’ambizioso progetto fu forse interpellato, almeno per un parere,
anche un celebre artista come Gian Lorenzo Bernini, uno dei
maggiori architetti e scultori della corte pontificia, a Firenze nel 1665 ospite
proprio dei Riccardi.
Nel 1675 moriva Gabbriello Riccardi. Il nipote Francesco
proseguì l’opera
di ristrutturazione e adeguamento del palazzo puntando però con decisione
verso un gusto fastoso e scenografico. In linea con tali inclinazioni
era l’incarico offerto al napoletano Luca Giordano,
il massimo pittore barocco del momento, che nella dimora dei Riccardi affrescò la
volta della galleria e quella della biblioteca (1682-1685).
