Nel 1517 per volere di Lorenzo duca di Urbino
, “capitano” della
Repubblica fiorentina, figlio di Piero lo Sfortunato e nipote di papa
Leone X
,
venne chiusa la loggia d’angolo
del palazzo, ormai priva di utilità e significato, specie
da quando i Medici, appena rientrati dall’esilio,
vi avevano collocato quattro cannoni.
Nelle
arcate tamponate vennero inserite monumentali finestre dette “inginocchiate” appoggiate
su grandi mensole, progettate da Michelangelo. ![]()
I soffitti
del nuovo vano d’angolo e dello scrittoio contiguo furono rivestiti
da stucchi
dipinti (non più esistenti), una decorazione all’antica
del tutto nuova a Firenze realizzata da Giovanni da Udine,
artista attivo a Roma nella cerchia di Raffaello.
Forse contemporaneamente alla loggia, venne chiuso anche il portone settentrionale
su via Larga, sostituito da un’altra finestra “inginocchiata”.
Papa Leone X commissionò a Baccio Bandinelli la
statua di Orfeo che placa Cerbero col suo canto posta
nel cortile del
palazzo in sostituzione del David di Donatello. ![]()
