Col tempo l’Amministrazione Provinciale fu sempre più consapevole
dell’importanza del recupero degli ambienti storici del palazzo. Così fra
il 1911 e il 1929 il consigliere Arturo Linaker avviò una
serie di lavori di recupero e di restauro diretti e progettati dall’architetto Enrico
Lusini con l’intento di smantellare dove era possibile le
sovrastrutture e gli adattamenti imposti dagli usi amministrativi assegnati
ai locali.
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Nel 1929 negli ambienti al piano terra su via de’ Gori – oggi
sale espositive del museo – venne aperto il Museo Mediceo con
materiale documentario che intendeva illustrare volti e costumi dei Medici.
Tale
iniziativa culminò nel 1939 con la Mostra medicea,
importante esposizione che focalizzava l’attenzione sul mecenatismo
dell’illustre dinastia che per tanti secoli aveva segnato le sorti
di Firenze e della Toscana.
Intanto nel 1938 nella Galleria riccardiana al
primo piano venne allestito un sontuoso banchetto in onore della visita di Hitler
accompagnato da Mussolini a Firenze, a cui partecipò l’aristocrazia
fiorentina.
Dal 1942 il ministro Giuseppe Bottai riaprì ufficialmente le Biblioteche
Riccardiana e Moreniana, chiuse dopo la prima guerra mondiale.
